Archivio di gennaio 2008
AcetoneIso2: convertire e montare tantissimi formati d’immagine

AcetoneIso2 è sicuramente il miglior software Linux per la conversione e il montaggio delle immagini cd. In realtà le possibilità che ci offre sono tantissime. Con questo programma possiamo fare un po’ di tutto: montare e smontare iso, nrg, bin, ing e mdf, gestire database, riprodurre dvd iso, generare Cue, comprimere, decomprimere ed estrarre immagini, creare backup dei cd audio, convertire in iso tutti gli altri formati (anche i .daa), rippare giochi della psx in bin, creare iso da Cd, Dvd e cartelle, splittare, unire, crittare e decrittare le immagini. AcetoneIso2 è uno dei software più eccezionali di cui noi linuxiani disponiamo, facendo da solo, più di quello che, in Windows, riescono a fare Ultra Iso e Daemontool. Anche se è nativo per Kde, è possibile usarlo anche su Gnome. L’interfaccia grafica è bella e comoda, e ci permette in pochissimi click, di compiere anche le operazioni più complicate. Insomma, AcetoneIso è uno di quei software che non possono mancare nelle nostre Linux Box. Un manuale sarebbe lunghissimo e quasi inutile. Per installarlo, basta scaricarlo dal sito ufficiale, già pacchettizzato per le principali distribuzioni.
Come promesso nell’articolo “Mount, come Daemontools“, nei prossimi giorni, parlerò degli altri programmi per il montaggio e la conversione, anche per Gnome.

MOC, facciamo suonare in nostro terminale
Ecco un software per i veri patiti del terminale. Si chiama MOC (music on console), e permette di ascoltare musica dalla console, o terminale che dir si voglia. È veramente semplice, basta scegliere il file da una directory tramite il menù (simile a Midnight Commander), e MOC inizierà a suonare tutti i file presenti nella cartella a partire da quello da noi richiesto. Non c’è bisogno di creare una playlist, ma se si vuole si può comunque farlo, combinando file provenienti da cartelle diverse. Ma ciò che rende MOC veramente interessante è la possibilità di usare il terminale mentre ascoltiamo la musica. Se infatti premiamo il tasto q, mentre la nostra playlist sta andando, MOC scomparirà continuando a suonare. Per farlo riapparire ci basterà dare mocp, che è il comando di base per avviarlo. I formati supportati sono tanti: MP3, Ogg, FLAC, WAVE, Musepack, Speex, WMA, MP4, AAC.
A me è piaciuto molto, se siete interessati potete scaricarlo da questo sito. Gli utenti Debian e derivati, lo possono trovare nei repertori. Basterà quindi un semplice, sudo apt-get install moc.
Microsoft e beneficenza, cosa si nasconde?

Microsoft ha annunciato che, nei prossimi cinque anni, stanzierà 235.5 milioni di dollari, per insegnare a professori e studenti di tutto il mondo a usare i propri prodotti. Microsoft ha già usato in passato questa tattica per abbattere la concorrenza. Naturalmente, agli occhi del mondo, questa mossa, passerà come un grande atto di beneficenza. Peccato che a rimetterci siano iniziative come quella di Città del Capo, di cui ho parlato ieri. Insomma, dietro alla beneficenza si nasconde anche un’abile manovra pubblicitaria. Non voglio fare discorsi moralistici su quest’argomento, ma credo che, obiettivamene, questi comportamenti siano nocivi per tutti, anche per gli stessi bambini del terzo mondo, che, imparando ad usare software commerciali, si troveranno in difficoltà con i prodotti Open source. Quest’atteggiamento del colosso di Redmond, mostra comunque un certo timore per la concorrenza. Il nuovo millennio ha potato con sé, concetti del tutto innovativi, sia riguardo al mondo dei software, sia riguardo alla cultura e all’informazione in generale. Oggi, a insidiare Microsoft non è tanto la figura materiale di un azienda, quanto il dilagare di una nuova cultura.
Qui potete leggere la notizia (in inglese)
OrDrumbox. Ecco un’altra drum machine per linux
Visto che ultimamente sto un po’ trascurando l’argomento musica, oggi ho deciso di parlarvi di un interessante drum machine. Si chiama orDrumbox ed è programmata in Java. Suonare non è difficile, soprattutto se si ha già avuto a che fare coi pattern di Hydrogen e simili. Dispone già di alcuni drum kit, ma è possibile aggiungere quelli che troverete a questa pagina. OrDrumbox, utilizza inoltre ogni tipo di file Wav, così potrete aggiungere i vostri drum samples. E ve lo consiglio caldamente, dato che i suoni di base non sono niente di che. Io ad esempio ho usato i suoni della 808 e 909 presenti nei cd Akai. Non è un programma eccezionale, ma secondo me può comunque tornare utile per le basi ritmiche.
Questo è il sito del produttore, da dove potrete scaricare orDrumbox e reperire la documentazione di base

Wales e Shuttleworth, fondatori di Wikipedia e Ubuntu, uniti per l’educazione libera
Mega-riunione a Città del Capo, sull “Open Education”
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Il 22 gennaio 2008, una coalizione di educatori, fondazioni e pionieri di internet, tra cui Mark Shuttleworth e Jimmy Wales, ha sollecitato i governi e gli editori, a far sì che le risorse educative pubbliche siano disponibili liberamente su Internet. La dichiarazione di Città del Capo sull’istruzione aperta, lanciata oggi, fa parte di uno sforzo dinamico per rendere i materiali didattici accessibili a tutti in rete, a prescindere dal reddito o dalla posizione geografica. Incoraggiando insegnanti ed allievi di tutto il mondo a fare parte di un movimento crescente e ad usare il web per condividere, riutilizzare e tradurre i materiali educativi per renderli più accessibili, efficaci e flessibili. “La formazione aperta permette ad ogni persona sulla terra di accedere e contribuire all’ampio bacino di conoscenza su Internet” ha detto Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia e Wikia (di cui vi ho già parlato) , ed uno degli autori della dichiarazione. “Tutti abbiamo qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare.” Secondo la dichiarazione, gli insegnanti, gli allievi e le comunità trarrebbero enormi benefici, se gli editori ed i governi rendessero i materiali educativi liberamente accessibili in rete. Leggi il resto di questo articolo »
Chmod, guida rapida a uno dei principali comandi Linux
Oggi voglio parlarvi di chmod, change mode, che come si può intuire dal nome, ci permette di cambiare i permessi (modalità) di file e cartelle. Chmod è uno dei comandi basilari dei sistemi Linux, tanto da essere già prsente nella prima versione Unix di AT&T. Insomma, è fondamentale che tutti gli utenti Linux lo sappiano usare. A differenza dei comandi che ho presentato fin ora, chmod è un pelino meno intuitivo, ma vedrete che, una volta imparato il meccanismo, usarlo sarà veramente un gioco da ragazzi. Eccone le basi:
I permessi sono:
r - lettura
w - scrittura
x - esecuzione
I tre permessi vanno applicati a seconda di chi utilizza il file e cioè:
u - proprietario
g - utenti del gruppo
o - tutti gli altri utenti

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Convertire i pacchetti rpm in deb, in un batter d’occhio!
Il mondo Linux è molto frammentato (centinaia di distribuzioni, diversi desktop environment), io però credo, che proprio questa grande varietà sia sinonimo di libertà. Le dittature e i monopoli si creano quando il potere è troppo centralizzato. Ma non è certo di politica che vi voglio parlare, semmai del fatto che, a volte, questa mancanza di una via maestra, porta a problemi di compatibilità. Nella fattispecie mi riferisco alla mancanza di uno standard per i pacchetti. Mi è capitato proprio ieri di dover installare un software molto interessante, che però era disponibile solo in rpm. Per un attimo sono rimasto come spiazzato, non tanto perché non sapessi come fare, ma piuttosto perché non mi ricordavo più, quale fosse l’applicazione per convertire da rpm a deb. Anche se raramente, mi è già successo di trovare programmi disponibili solo in pacchetti rpm. Beh, alla fine, con uno sforzo di memoria e una rapida ricerca in Synaptic, sono riuscito a ritrovare l’ancora di salvezza, per gli utenti Debian e derivati, in casi del genere: Alien. Meno male che lo conoscevo già, altrimenti l’avrei sicuramente scambiato per un gioco o qualcosa del genere. Insomma, l’ho installato e nel giro di pochi secondi avevo il mio bel pacchetto debian, del software che tanto desideravo provare. Alien è veramente utile, facile e veloce. Ecco la procedura che ho seguito:
sudo apt-get install alien
sudo alien -d pacchetto.rpm
Con quest’ottima applicazione, possiamo anche fare il procedimento inverso e varie conversioni da/a altri formati. Insomma grazie ad Alien possiamo superare i problemi di compatibilità e goderci a pieno la libertà di scelta dataci dal variegato universo delle distribuzioni Gnu/Linux.

Mount come daemontools, montiamo file .iso, .cue-bin, .nrg, .img e .mdf

Esistono ottimi programmi che ci permettono di lavorare tramite interfaccia grafica (li presenterò nei prossimi giorni), ma oggi voglio parlare di come montare immagini da riga di comando. Il procedimento è più semplice di quanto si possa pensare. Iniziamo con i file .iso, che è il formato più diffuso; per poter creare un disco virtuale useremo semplicemente il comando mount. Mount è utilissimo, permette di montare un po di tutto, cd, floppy, partizioni, ecc, le opzioni principali per montare e smontare volumi sono:
-t che specifica il tipo di file system, come: ext3 per ext3 (Linux) ntfs per NTFS (Windows NT), iso9660 per ISO9660 (CDROM) che è quello che interessa a noi.
-o che indica le opzioni, come rw, ro, per i permessi, o exec per permettere l’esecuzione del file.
-Ma ora vediamo, nella pratica come operare, ecco i passaggi per montare le immagini iso.
In primo luogo creiamo una cartella dove mettere l’iso.
mkdir /media/iso
aggiungiamo il modulo loop al kernel:
sudo modprobe loop
e montiamo il nostro file iso:
sudo mount some.iso /media/iso/ -t iso9660 -o loop
Ora l’immagine dovrebbe essere montata, e accessibile dal desktop, se poi vogliamo smontarla, basta dare:
sudo umount /media/iso Leggi il resto di questo articolo »
GNOME Do, tutto a portata di mano
GNOME Do è un ottimo programmino che ci permette, in pochissimo tempo di: di avviare applicazioni, accedere ai contatti di Evolution, ai segnalibri di Firefox, navigare su internet e scrivere mail, fare partire una canzone con Rhythmbox, chattare con Pidgin e cercare file e cartelle sul nostro pc. In realtà si può cercare veramente di tutto. Si può aprire il terminale e dare comandi, oppure cercare gli url, semplicemente scrivendoli, per esempio: www.ubuntu.com. Una volta aperto, da terminale o da Applicazioni-Accessori-Gnome-Do, mentre lavoriamo, se ne starà nascosto, e potremo richiamarlo, con un semplice Maiusc+Super
Per installarlo, in Ubuntu, basta aggiungere questi repertori alla nostra source list:
deb http://ppa.launchpad.net/rharding/ubuntu gutsy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/rharding/ubuntu gutsy main
e poi dare:
sudo apt-get update && sudo apt-get install gnome-do
Consiglio a tutti di provarlo. Questo è il wiki del sito di Ubuntu, dove è spiegato anche come aggiungere ulteriori plugin, per renderlo ancora più completo.


Speranze e difficoltà del motore di ricerca Open source. Wikia Search ce la farà?
A neanche dieci giorni dall’uscita della “public alpha”, Wikia Search resta avvolto in una coltre di perplessità e disinformazione. Le critiche dilagano, ma non potrebbe essere altrimenti, dati gli ambiziosi intenti dell’ideatore. Dietro a questo progetto, infatti si nasconde (ma neanche tanto), Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia. A differenza dell’enciclopedia libera però, Wikia è di natura for-profit, nel senso che genererà entrate, grazie alla vendita di pubblicità on line. Wikia Search sarà un motore di ricerca basato su criteri umani, e non su algoritmi segreti come quelli di Google. Le tecnologie alla sua base sono Open source, le risorse per l’indicizzazione delle pagine web vengono donate dagli utenti e i risultati delle ricerche sono editabili e modificabili “a mano” da parte dei navigatori. A determinare le gerarchie dei siti web e il loro posizionamento sulla rete saranno quindi gli utenti stessi. Ecco le parole di Wales:
“La ricerca è una parte fondamentale dell’infrastruttura di Internet. Al momento abbastanza difettosa. Perché? È difettosa allo stesso modo in cui lo sono i programmi proprietari: mancanza di libertà, mancanza di comunità, mancanza di responsabilità, mancanza di trasparenza. Qui, noi cambieremo tutto questo. Ci sono stati nel corso degli ultimi anni dei progetti sorprendenti che ci permettono oggi di prevedere nuove alternative. Wikia lancia e sostiene lo sviluppo di qualcosa di radicalmente nuovo. Nutch, Lucene e qualche altro progetto forniscono oggi l’infrastruttura di base di cui abbiamo bisogno per creare un nuovo motore di ricerca, che si applica sull’intelligenza umana per fare quello che gli algoritmi sono incapaci di fare.”
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I problemi però sono tanti, a cominciare dal rischio di manipolazione dei risultati. Inoltre ci vorrà molto tempo prima che diventi pienamente funzionale, visto che si devono ancora raccogliere i dati per l’indicizzazione, per adesso è praticamente inutilizzabile. Insomma il progetto e molto interessante, bisogna vedere come attecchirà e se riuscirà a diventare una valida alternativa, sociale, a colossi del settore, come Google e Yahoo.
Ecco la pagina di Wikia Search in inglese e quella in italiano (ancora in stato embrionale), e un interessante articolo del Punto Informatico



