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Archivi per la categoria ‘Comandi’

Mount come daemontools, montiamo file .iso, .cue-bin, .nrg, .img e .mdf

 Mount come daemontools, montiamo file .iso, .cue bin, .nrg, .img e .mdf

Esistono ottimi programmi che ci permettono di lavorare tramite interfaccia grafica (li presenterò nei prossimi giorni), ma oggi voglio parlare di come montare immagini da riga di comando. Il procedimento è più semplice di quanto si possa pensare. Iniziamo con i file .iso, che è il formato più diffuso; per poter creare un disco virtuale useremo semplicemente il comando mount. Mount è utilissimo, permette di montare un po di tutto, cd, floppy, partizioni, ecc, le opzioni principali per montare e smontare volumi sono:

-t che specifica il tipo di file system, come: ext3 per ext3 (Linux) ntfs per NTFS (Windows NT), iso9660 per ISO9660 (CDROM) che è quello che interessa a noi.

-o che indica le opzioni, come rw, ro, per i permessi, o exec per permettere l’esecuzione del file.

-Ma ora vediamo, nella pratica come operare, ecco i passaggi per montare le immagini iso.

In primo luogo creiamo una cartella dove mettere l’iso.

mkdir /media/iso

aggiungiamo il modulo loop al kernel:

sudo modprobe loop

e montiamo il nostro file iso:

sudo mount some.iso /media/iso/ -t iso9660 -o loop

Ora l’immagine dovrebbe essere montata, e accessibile dal desktop, se poi vogliamo smontarla, basta dare:

sudo umount /media/iso Leggi il resto di questo articolo »

APT e i poteri della Super Mucca

Quando ci si abitua ad usare Linux, il concetto di software commerciale ci sembra quasi assurdo. Immaginarci, in un negozio a comprare (nel migliore dei casi) o in casa intenti a crackare un programma, ci fa quasi sorridere. Noi utenti Gnu/Linux possiamo scaricare e installare applicazioni eccezionali, che non hanno niente da invidiare alla costosa controparte, con un semplice comando. E’ per questo che ho deciso di parlarvi dell’ottimo gestore di pacchetti di cui dispongono gli utenti Debian e derivati, ovviamente mi riferisco ad APT. Advance Pakage Tools, ha la particolarità di sfruttare contemporaneamente diverse sorgenti di pacchetti (sorgenti remote Ftp e HTTP, cdrom, DVD e hard disk), di gestire autonomamente diverse distribuzioni di pacchetti e di permettere velocemente l’aggiornamento del sistema operativo ad una particolare distribuzione. Sotto Debian si hanno tre differenti distribuzioni utilizzabili: stable, testing e unstable. Come ogni gestore di pacchetti, viene inoltre utilizzato per installare, aggiornare, verificare e rimuovere software dal sistema operativo, in maniera intuitiva, aiutando a risolvere le dipendenze tra i pacchetti. APT è stato pensato per poter essere gestito tramite interfaccia grafica, a questo scopo sono nati vari programmi, uno tra tutti il Synaptic di Ubuntu, che permette agli utenti inesperti di gestire comodamente i pacchetti. Nello svolgere le sue operazioni, APT usa il file /etc/apt/sources.list, che contiene la lista delle “sorgenti” dalle quali può attingere i pacchetti. Per aggiungere sorgenti basterà quindi editare questo file e dare un apt-get update. Ecco le principali funzioni di APT:

Installare pacchetti: apt-get install nomepacchetto (APT soddisferà automaticamente le dipendenze)

Rimuovere pacchetti: apt-get remove nomepacchetto o apt-get –purge remove nomepacchetto (per rimuovere anche i file di configurazione)

Aggiornare i pacchetti installati: apt-get upgrade

Aggiornare la distribuzione: apt-get dist-upgrade, :
se abbiamo il cd della distribuzione dobbiamo dare prima apt-cdrom, per aggiungere il CD al file /etc/apt/sources

Cercare un pacchetto: apt-cache search nomepacchetto

apt-cache show nomepacchetto

Per quanto riguarda la pulizia invece, bisogna sapere che, quando si installa un pacchetto, APT recupera tutti i file necessari e li immagazzina in un archivio locale (/var/cache/apt/archives/) e poi procede con l’installazione. Col passare del tempo, l’archivio locale cresce e può occupare molto spazio sul disco. Per pulire questo archivio APT ci offre due comodi strumenti:

apt-get clean che elimina qualunque cosa, tranne i file lock, dalle directory /var/cache/apt/archives/ e/var/cache/apt/archives/partial/

apt-get autoclean cancella solo i file dei pacchetti che non possono più essere scaricati, perchè obsoleti

E non è tutto, se non siete sicuri dell’operazione che dovete compiere, anteponete –simulate, al opzione di apt in questo modo:

apt-get –simulate install

mucca APT e i poteri della Super Mucca

APT nasconde in oltre un simpatico easter egg, visualizzabile con l’opzione moo

apt-get moo

Poi date in ordine questi comandi:

aptitude -v moo, aptitude -vv moo, aptitude -vvv moo, aptitude -vvvv moo, aptitude -vvvvv moo, e aptitude -vvvvvv moo

Le opzioni sono veramente tante, se avete tempo, vi consiglio di leggere la colossale guida Debian. Insomma come avrete certamente capito: questo APT ha i Poteri della Super Mucca.

Cos’è Sudo e come configurarlo.

super tux 2038.thumbnail Cosè Sudo e come configurarlo.

Parlando di comandi, mi sembra giusto che il primo debba essere sudo, Super user Do. Se infatti non si capisce a cosa serve, diventa impossibile gestire i permessi del nostro pc. Sudo permette all’utente di eseguire operazioni con privilegi di root, utilizzando la propria password, senza cioè conoscere quella dell’amministratore. Nei sistemi Linux infatti, di default, la password dell’utente non è quella dell’amministratore. Grazie a quest’ottimo tool possiamo editare facilmente i file di configurazione usando un qualsiasi editor di testo. Se ad esempio vogliamo modificare i dns ci bastrà digitare:

sudo gedit /etc/resolvconf/resolv.conf.d/base

Sudo è molto semplice da usare, e non necessita certo di un tutorial o roba del genere, c’è però la possibilità di cambiare alcuni suoi parametri, i quali sono tutti salvati nel file di configurazione /etc/sudoers. Sebbene il file /etc/sudoers possa essere editato con qualsiasi editor, è molto più sicuro usare visudo, il quale non è altro che una versione leggermente modificata dell’editor vim, che non permette di salvare il file sudoers, se esso contiene errori. Ci sono inoltre molte funzioni semisconosciute, che ci possono venire in aiuto in svariate occasioni, come: sudo -i per avviare una sessione root nel terminale, senza conoscere la password dell’amministratore, o sudo -k per pulire la sessione, infatti, una volta immessa la password, sudo ci autentica per 5 minuti, con quest’opzione invece termineremo immediatamente il periodo di autenticazione. Questi sono due semplicissimi esempi, se siete interessati a conoscere a pieno quest’ottima applicazione, vi rimando al manuale ufficiale del prodotto. Se invece volete imparare a configurare al meglio sudo tramite visudo, be ecco il manuale.

Comandi Linux

matrix.thumbnail Comandi Linux

Spesso, quando si prende confidenza col pc, ci si dimentica delle difficoltà affrontate quando si era alle prime armi. Proprio ieri, passando da un amico, ubuntizzato da poco, mi sono ricordato di come, agli inizi, tutto sia misterioso, e di come i comandi appaiano come veri e propri geroglifici. Allora ho deciso di iniziare una serie di articoli, sui principali comandi Linux. Insomma, di mettere un po’ di chiarezza su quelle formule misteriose che copiamo e incolliamo sui nostri terminali, e che, se tutto va bene, risolvono i nostri problemi, senza però indicarci la via. Tutti i post su questo argomento saranno quindi inseriti nella sotto-categoria “Comandi”, che fa parte della sezione “Fondamenti Linux”.

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