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Wget un ottimo software, spesso sottovalutato
Oggi voglio parlare di Wget, un programma che più o meno tutti conosciamo, ma che forse non sfruttiamo a pieno. Wget è un ottimo software che ci permette di scaricare, file da internet via Http, Https e Ftp. Fa parte del progetto Gnu, il suo nome deriva da World, Wide, Web get, termini che connotano la sua funzione principale. Funziona tramite linea di comando, ma è facile e comodissimo. Wget può costruire una versione locale dei siti remoti, ricostruendo interamente la struttura delle directory (download ricorsivo). Essendo nato nel 1996, Wget è stato pensato per le connessioni lente, proprio per questo, può anche riprendere i download interrotti. Esistono anche programmi grafici come, Gwget per gnome, ma credo che sia quasi più comodo lavorare da terminale. Ecco un po di opzioni:
wget http://www.esempio.it/ Scaricare solo la prima pagina del sito
wget --mirror http://www.esempio.it/ Scaricare tutto il sito nella home directory
wget --continue http://www.esempio.it/Riprendere un download interrotto
Le funzioni sono veramente tante, vi consiglio di utilizzare il comando mirror per scaricare siti, che è addirittura più comodo di software appositamente studiati come WebHTTrack. Se volete saperne di più, ecco una guida completa, in inglese, e la pagina di Wikipedia, in italiano.
APT e i poteri della Super Mucca
Quando ci si abitua ad usare Linux, il concetto di software commerciale ci sembra quasi assurdo. Immaginarci, in un negozio a comprare (nel migliore dei casi) o in casa intenti a crackare un programma, ci fa quasi sorridere. Noi utenti Gnu/Linux possiamo scaricare e installare applicazioni eccezionali, che non hanno niente da invidiare alla costosa controparte, con un semplice comando. E’ per questo che ho deciso di parlarvi dell’ottimo gestore di pacchetti di cui dispongono gli utenti Debian e derivati, ovviamente mi riferisco ad APT. Advance Pakage Tools, ha la particolarità di sfruttare contemporaneamente diverse sorgenti di pacchetti (sorgenti remote Ftp e HTTP, cdrom, DVD e hard disk), di gestire autonomamente diverse distribuzioni di pacchetti e di permettere velocemente l’aggiornamento del sistema operativo ad una particolare distribuzione. Sotto Debian si hanno tre differenti distribuzioni utilizzabili: stable, testing e unstable. Come ogni gestore di pacchetti, viene inoltre utilizzato per installare, aggiornare, verificare e rimuovere software dal sistema operativo, in maniera intuitiva, aiutando a risolvere le dipendenze tra i pacchetti. APT è stato pensato per poter essere gestito tramite interfaccia grafica, a questo scopo sono nati vari programmi, uno tra tutti il Synaptic di Ubuntu, che permette agli utenti inesperti di gestire comodamente i pacchetti. Nello svolgere le sue operazioni, APT usa il file /etc/apt/sources.list, che contiene la lista delle “sorgenti” dalle quali può attingere i pacchetti. Per aggiungere sorgenti basterà quindi editare questo file e dare un apt-get update. Ecco le principali funzioni di APT:
Installare pacchetti: apt-get install nomepacchetto (APT soddisferà automaticamente le dipendenze)
Rimuovere pacchetti: apt-get remove nomepacchetto o apt-get --purge remove nomepacchetto (per rimuovere anche i file di configurazione)
Aggiornare i pacchetti installati: apt-get upgrade
Aggiornare la distribuzione: apt-get dist-upgrade, :
se abbiamo il cd della distribuzione dobbiamo dare prima apt-cdrom, per aggiungere il CD al file /etc/apt/sources
Cercare un pacchetto: apt-cache search nomepacchetto
apt-cache show nomepacchetto
Per quanto riguarda la pulizia invece, bisogna sapere che, quando si installa un pacchetto, APT recupera tutti i file necessari e li immagazzina in un archivio locale (/var/cache/apt/archives/) e poi procede con l’installazione. Col passare del tempo, l’archivio locale cresce e può occupare molto spazio sul disco. Per pulire questo archivio APT ci offre due comodi strumenti:
apt-get clean che elimina qualunque cosa, tranne i file lock, dalle directory /var/cache/apt/archives/ e/var/cache/apt/archives/partial/
apt-get autoclean cancella solo i file dei pacchetti che non possono più essere scaricati, perchè obsoleti
E non è tutto, se non siete sicuri dell’operazione che dovete compiere, anteponete --simulate, al opzione di apt in questo modo:
apt-get --simulate install
APT nasconde in oltre un simpatico easter egg, visualizzabile con l’opzione moo
apt-get moo
Poi date in ordine questi comandi:
aptitude -v moo, aptitude -vv moo, aptitude -vvv moo, aptitude -vvvv moo, aptitude -vvvvv moo, e aptitude -vvvvvv moo
Le opzioni sono veramente tante, se avete tempo, vi consiglio di leggere la colossale guida Debian. Insomma come avrete certamente capito: questo APT ha i Poteri della Super Mucca.
Cos’è Sudo e come configurarlo.
Parlando di comandi, mi sembra giusto che il primo debba essere sudo, Super user Do. Se infatti non si capisce a cosa serve, diventa impossibile gestire i permessi del nostro pc. Sudo permette all’utente di eseguire operazioni con privilegi di root, utilizzando la propria password, senza cioè conoscere quella dell’amministratore. Nei sistemi Linux infatti, di default, la password dell’utente non è quella dell’amministratore. Grazie a quest’ottimo tool possiamo editare facilmente i file di configurazione usando un qualsiasi editor di testo. Se ad esempio vogliamo modificare i dns ci bastrà digitare:
sudo gedit /etc/resolvconf/resolv.conf.d/base
Sudo è molto semplice da usare, e non necessita certo di un tutorial o roba del genere, c’è però la possibilità di cambiare alcuni suoi parametri, i quali sono tutti salvati nel file di configurazione /etc/sudoers. Sebbene il file /etc/sudoers possa essere editato con qualsiasi editor, è molto più sicuro usare visudo, il quale non è altro che una versione leggermente modificata dell’editor vim, che non permette di salvare il file sudoers, se esso contiene errori. Ci sono inoltre molte funzioni semisconosciute, che ci possono venire in aiuto in svariate occasioni, come: sudo -i per avviare una sessione root nel terminale, senza conoscere la password dell’amministratore, o sudo -k per pulire la sessione, infatti, una volta immessa la password, sudo ci autentica per 5 minuti, con quest’opzione invece termineremo immediatamente il periodo di autenticazione. Questi sono due semplicissimi esempi, se siete interessati a conoscere a pieno quest’ottima applicazione, vi rimando al manuale ufficiale del prodotto. Se invece volete imparare a configurare al meglio sudo tramite visudo, be ecco il manuale.
Il grande mistero delle directory di Linux. Ecco cosa sono e cosa contengono
La disposizione delle cartelle è sicuramente ciò che disorienta maggiormente chi si avvicina per la prima volta al mondo Linux. In Windows i files dei programmi installati si possono trovare facilmente, raccolti in un unica cartella, situata in C:\Programmi. La struttura delle cartelle di Linux è completamente diversa, ma non per questo peggiore, i files installati vengono divisi per categoria. Ecco una lista delle categorie e cosa contengono.
/ - La Root directory è la base del file system. Tutti i files e le cartelle sono qui logicamente raccolti, a prescindere dalla loro posizione fisica.
/bin - Contiene i programmi eseguibili che fanno parte del sistema operativo. Molti comandi Linux come: cat, cp, ls, more e tar, sono situati in /bin.
/boot - Contiene il kernel di Linux e altri files che servono a Lilo e Grub per avviare il sistema.
/dev - Contiene tutti i files delle periferiche.
/etc - Contiene la maggior parte dei files di configurazione del sistema e gli script d’avvio nella sottocategoria /etc/rc.d.
/home - L’home directory è la base di tutte le cartelle degli utenti.
/lib - Contiene i files delle librerie e i moduli dei driver necessari all’avvio del sistema.
/lost+found - Directory per i files persi. Tutte le partizioni ne hanno una.
/media - Directory per montare dischi rimovibili come CD-ROM e floppy.
/mnt - Directory per file systems montati temporaneamente.
/opt - La directory opt serve a piazzare tutti i programmi installati dall’utente e non gestiti dal sistema interno di pacchetti.
/proc - Directory per i sistemi virtuali. Contiene informazioni su vari aspetti del sistema.
/root - Home directory dell’utente root.
/sbin - Contiene i binari dei files amministrativi. Ospita inoltre comandi come mount, shutdown, umount.
/srv - Contiene i dati per i servizi (HTTP, FTP, etc.) offerti dal sistema.
/sys - Una directory speciale che contiene informazioni sulle periferiche, per come sono riconosciute dal Kernel di Linux.
/tmp - Directory temporanea che può essere usata come cartella temporanea (immagazzinaggio dei files provvisori). Il contenuto di questa directory è cancellato ogni volta che parte del sistema.
/usr - Contiene subdirectories per molti programmi come l’X Window System.
/usr/bin - Contiene i files eseguibili per molti comandi Linux. Non fa parte del cuore del sistema operativo Linux.
/usr/include - Contiene i file di intestazione per i linguaggi di programmazione C++ e C
/usr/lib - Contiene le librerie per i linguaggi di programmazione C++ e C.
/usr/local - Contiene files locali.
/usr/sbin - Contiene i comandi amministrativi.
/usr/share - Contiene i files che sono condivisi, come, files di configurazione di defaulr, immagini, documentazione, ecc.
/usr/src - Contiene il codice sorgente per il kernel di Linux.
/var - Contiene vari files di sistema quali log, carelle della posta, ecc, che, nel tempo, tendono a cambiare di numero e forma.
/var/cache - Deposito per i dati nascosti delle applicazioni.
/var/lib - Contiene informazioni sullo stato corrente delle applicazioni. I programmi la modificano quando funzionano.
/var/lock - Contiene i files protetti che sono controllati dalle applicazioni, in modo che ogni risorsa sia usata da una sola applicazione.
/var/log - Contiene i files di log di varie applicazioni.
/var/mail - Contiene la posta degli utenti.
/var/opt - Contiene dati variabili per i pacchetti immagazzinati nella directory /opt.
/var/run - Contiene i dati che descrivono il sistema da quando è stato caricato.
/var/spool - Contiene i dati che stanno aspettando qualche tipo di elaborazione.
/var/tmp - Contiene files provvisori conservati fra i riavvii del sistema.
Spero che questa lista possa chiarirvi un pò le idee.




