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Articoli marcati con tag ‘Comandi’

NScripts 3.3.1, tanti script per estendere le funzionalità di Nautilus

Nautilus icon NScripts 3.3.1, tanti script per estendere le funzionalità di Nautilus

Uno dei pregi principali di Nautilus, il file manager di base di GNOME. è sicuramente l’estendibilità tramite script. Grazie agli script infatti, possiamo estendere le funzionalità di Nautilus all’infinito. Ne esistono centinaia, e non richiedono alcuna installazione, basta spostarli nella cartella:

~/.gnome2/nautilus-scripts/

e il gioco è fatto.
In questi giorni è uscita la nova versione di NScript, una delle tanti set di script in circolazione. NScript raccoglie una quindicina di interessanti script, suddivisi in tre categorie: Files, Root e Utils. Leggi il resto di questo articolo »

Goosh, the Unofficial Google Shell. Google come il terminale

Stefan Grothkopp ha sviluppato un nuovo strumento attraverso il quale, i veri appassionati della linea di comando, potranno compiere ricerche in Google, tramite un interfaccia simile alla Shell Unix. Sto parlando di goosh.org, the Unofficial Google Shell. Appena entrati nel sito vi renderete conto di cosa si tratta. Dgitano la parola da ricercare effettuerete una ricerca semplice. Con help o h vi restituirà la lista dei comandi, con lang it selezionate il vostro linguaggio.

goosh help Goosh, the Unofficial Google Shell. Google come il terminale Leggi il resto di questo articolo »

Htop, gestire i processi da terminale

logo Htop, gestire i processi da terminale

Di solito, quando si pensa alle applicazioni da riga di comando, ci si immagina delle schermate scarne, grigie, tristi. Htop non è assolutamente così, quando lo si avvia, il terminale prende vita. Lavorare con questo programma è comodo e piacevole. Ma la superiorità di htop rispetto a programmi come top, vanno ben oltre all’aspetto estetico, con htop potete:

- scorrere verticalmente ed orizzontalmente la lista, per vedere i processi e i comandi completi

- selezionare molti processi, e fare ciò che volete, senza dover inserire il pid

- interagire tramite il mouse

- avere una visuale ad albero delle dipendenze dei processi

…. e tanto altro. Htop è probabilmente il miglior monitor di sistema da terminale, il più bello, ma anche il più funzionale. Per installarlo, in Debian e derivate, basta dare un semplice:

sudo apt-get install htop

Altrimenti lo potete scaricare dal sito ufficiale.

htop server Htop, gestire i processi da terminale

Rippare, creare immagini e masterizzare da linea di comando

compact disc logo Rippare, creare immagini e masterizzare da linea di comando

Tutte le principali distribuzioni Linux, ci offrono degli ottimi tools per la masterizzazione, la creazione di immagini Iso e tanto altro; il tutto da riga di comando. Sto parlando di: mkisofs, cdrecord e cdparanoia. Il primo, mkisofs, ci permette di creare immagini Iso da cd dati, il secondo, cdrecord, di masterizzare i nostri cd/dvd, il terzo, cdparanoia, di rippare i cd audio, in formato wav.

Ecco come funzionano:

cdrecord -v gracetime=2 dev=/dev/cdrom -eject blank=fast -force Cancella un disco riscrivibile

cdrecord -v dev=/dev/cdrom cd.iso masterizza un immagine iso

mkisofs /dev/cdrom > cd.iso crea l’immagine iso di un cdrom sull’hard-disk

mkisofs /dev/cdrom | gzip > cd_iso.gz crea l’immagine iso compressa di un cdrom sull’hard-disk

mkisofs -J -allow-leading-dots -R -V “Label CD” -iso-level 4 -o ./cd.iso data_cd crea l’immagine iso di una directory da masterizzare

cdrecord -v dev=/dev/cdrom cd.iso masterizza un immagine iso

gzip -dc cd_iso.gz | cdrecord dev=/dev/cdrom – masterizza un immagine iso compressa

cdparanoia -B rippa le traccie audio da un cd in file wav

cdparanoia — “-3″ rippa le prime tre traccie audio da un cd in file wav

Questi sono solo semplici esempi di quello che potete fare; se volete approfondire l’argomento, vi rimando all’ottima guida di vivalinux, che spiega nel dettaglio le varie opzioni di questi comandi.

Crontab, e programmi per gestire le pianificazioni

i Cronometro 800 Crontab, e programmi per gestire le pianificazioni

Crontab è un comando che ci consente di automatizzare l’esecuzione dei comandi. Ci permette cioè di registrarli presso il sistema affinché siano mandati in esecuzione, periodicamente. Lo sheduling è molto utile se si vogliono eseguire backup periodici o altre operazioni giornaliere. Crontab usa il demone crond, che rimane sempre in background e legge ogni minuto il registro dei comandi da eseguire. Per editare il file di configurazione di crontab (/var/spool/cron/crontab/nomeutente), basta dare il comando:

crontab -e

La spiegazione su come gestire i compiti sarebbe un po’ lunga, è per questo che vi rimando all’ottima guida all’uso di crontab di iopensource. La gestione dello sheduling però, le prime volte, può risultare un po’ macchinosa. Se preferite gestire il tutto tramite interfaccia grafica, beh, il mondo Linux pullula di programmi che permettono di farlo. Uno su tutti, Gnome-schedule, che è disponibile nei repo di Ubuntu. Una volta installato lo troverete in: Applicazioni-Strumenti di sistema-Pianifica. Non credo che ci sia niente da spiegare sull’uso di questo programma. Apritelo e capirete perché.

Modprobe. Ecco a che cosa serve

emb pc photo1a Modprobe. Ecco a che cosa serve

Modprbe è un software Linux che ci permette di aggiungere e rimuovere moduli al kernel. Se viene usato senza indicazioni, scrivendo ciè solo il nome del modulo da caricare, modprobe caricherà prima tutti i moduli necessari a soddisfare le dipendenze, e solo dopo caricherà quello da noi richiesto. Se il caricamento di uno di questi moduli fallisce, tutto il gruppo di moduli caricati nella sessione corrente sarà rimosso automaticamente. Modprobe ha due modi di caricare i moduli. Il primo, proverà a caricare un modulo a partire da una lista; modprobe smetterà di cercare non appena riuscirà a caricare un modulo con successo. Leggi il resto di questo articolo »

MOC, facciamo suonare in nostro terminale

Ecco un software per i veri patiti del terminale. Si chiama MOC (music on console), e permette di ascoltare musica dalla console, o terminale che dir si voglia. È veramente semplice, basta scegliere il file da una directory tramite il menù (simile a Midnight Commander), e MOC inizierà a suonare tutti i file presenti nella cartella a partire da quello da noi richiesto. Non c’è bisogno di creare una playlist, ma se si vuole si può comunque farlo, combinando file provenienti da cartelle diverse. Ma ciò che rende MOC veramente interessante è la possibilità di usare il terminale mentre ascoltiamo la musica. Se infatti premiamo il tasto q, mentre la nostra playlist sta andando, MOC scomparirà continuando a suonare. Per farlo riapparire ci basterà dare mocp, che è il comando di base per avviarlo. I formati supportati sono tanti: MP3, Ogg, FLAC, WAVE, Musepack, Speex, WMA, MP4, AAC.

 MOC, facciamo suonare in nostro terminale

A me è piaciuto molto, se siete interessati potete scaricarlo da questo sito. Gli utenti Debian e derivati, lo possono trovare nei repertori. Basterà quindi un semplice, sudo apt-get install moc.

Chmod, guida rapida a uno dei principali comandi Linux

Oggi voglio parlarvi di chmod, change mode, che come si può intuire dal nome, ci permette di cambiare i permessi (modalità) di file e cartelle. Chmod è uno dei comandi basilari dei sistemi Linux, tanto da essere già prsente nella prima versione Unix di AT&T. Insomma, è fondamentale che tutti gli utenti Linux lo sappiano usare. A differenza dei comandi che ho presentato fin ora, chmod è un pelino meno intuitivo, ma vedrete che, una volta imparato il meccanismo, usarlo sarà veramente un gioco da ragazzi. Eccone le basi:
I permessi sono:

r – lettura
w – scrittura
x – esecuzione

I tre permessi vanno applicati a seconda di chi utilizza il file e cioè:

u – proprietario
g – utenti del gruppo
o – tutti gli altri utenti
title Chmod, guida rapida a uno dei principali comandi LinuxLockFolder Chmod, guida rapida a uno dei principali comandi Linux

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Wget un ottimo software, spesso sottovalutato

                                                                                              Wget un ottimo software, spesso sottovalutato

Oggi voglio parlare di Wget, un programma che più o meno tutti conosciamo, ma che forse non sfruttiamo a pieno. Wget è un ottimo software che ci permette di scaricare, file da internet via Http, Https e Ftp. Fa parte del progetto Gnu, il suo nome deriva da World, Wide, Web get, termini che connotano la sua funzione principale. Funziona tramite linea di comando, ma è facile e comodissimo. Wget può costruire una versione locale dei siti remoti, ricostruendo interamente la struttura delle directory (download ricorsivo). Essendo nato nel 1996, Wget è stato pensato per le connessioni lente, proprio per questo, può anche riprendere i download interrotti. Esistono anche programmi grafici come, Gwget per gnome, ma credo che sia quasi più comodo lavorare da terminale. Ecco un po di opzioni:

wget http://www.esempio.it/ Scaricare solo la prima pagina del sito

wget –mirror http://www.esempio.it/ Scaricare tutto il sito nella home directory

wget –continue http://www.esempio.it/Riprendere un download interrotto

Le funzioni sono veramente tante, vi consiglio di utilizzare il comando mirror per scaricare siti, che è addirittura più comodo di software appositamente studiati come WebHTTrack. Se volete saperne di più, ecco una guida completa, in inglese, e la pagina di Wikipedia, in italiano.

APT e i poteri della Super Mucca

Quando ci si abitua ad usare Linux, il concetto di software commerciale ci sembra quasi assurdo. Immaginarci, in un negozio a comprare (nel migliore dei casi) o in casa intenti a crackare un programma, ci fa quasi sorridere. Noi utenti Gnu/Linux possiamo scaricare e installare applicazioni eccezionali, che non hanno niente da invidiare alla costosa controparte, con un semplice comando. E’ per questo che ho deciso di parlarvi dell’ottimo gestore di pacchetti di cui dispongono gli utenti Debian e derivati, ovviamente mi riferisco ad APT. Advance Pakage Tools, ha la particolarità di sfruttare contemporaneamente diverse sorgenti di pacchetti (sorgenti remote Ftp e HTTP, cdrom, DVD e hard disk), di gestire autonomamente diverse distribuzioni di pacchetti e di permettere velocemente l’aggiornamento del sistema operativo ad una particolare distribuzione. Sotto Debian si hanno tre differenti distribuzioni utilizzabili: stable, testing e unstable. Come ogni gestore di pacchetti, viene inoltre utilizzato per installare, aggiornare, verificare e rimuovere software dal sistema operativo, in maniera intuitiva, aiutando a risolvere le dipendenze tra i pacchetti. APT è stato pensato per poter essere gestito tramite interfaccia grafica, a questo scopo sono nati vari programmi, uno tra tutti il Synaptic di Ubuntu, che permette agli utenti inesperti di gestire comodamente i pacchetti. Nello svolgere le sue operazioni, APT usa il file /etc/apt/sources.list, che contiene la lista delle “sorgenti” dalle quali può attingere i pacchetti. Per aggiungere sorgenti basterà quindi editare questo file e dare un apt-get update. Ecco le principali funzioni di APT:

Installare pacchetti: apt-get install nomepacchetto (APT soddisferà automaticamente le dipendenze)

Rimuovere pacchetti: apt-get remove nomepacchetto o apt-get –purge remove nomepacchetto (per rimuovere anche i file di configurazione)

Aggiornare i pacchetti installati: apt-get upgrade

Aggiornare la distribuzione: apt-get dist-upgrade, :
se abbiamo il cd della distribuzione dobbiamo dare prima apt-cdrom, per aggiungere il CD al file /etc/apt/sources

Cercare un pacchetto: apt-cache search nomepacchetto

apt-cache show nomepacchetto

Per quanto riguarda la pulizia invece, bisogna sapere che, quando si installa un pacchetto, APT recupera tutti i file necessari e li immagazzina in un archivio locale (/var/cache/apt/archives/) e poi procede con l’installazione. Col passare del tempo, l’archivio locale cresce e può occupare molto spazio sul disco. Per pulire questo archivio APT ci offre due comodi strumenti:

apt-get clean che elimina qualunque cosa, tranne i file lock, dalle directory /var/cache/apt/archives/ e/var/cache/apt/archives/partial/

apt-get autoclean cancella solo i file dei pacchetti che non possono più essere scaricati, perchè obsoleti

E non è tutto, se non siete sicuri dell’operazione che dovete compiere, anteponete –simulate, al opzione di apt in questo modo:

apt-get –simulate install

mucca APT e i poteri della Super Mucca

APT nasconde in oltre un simpatico easter egg, visualizzabile con l’opzione moo

apt-get moo

Poi date in ordine questi comandi:

aptitude -v moo, aptitude -vv moo, aptitude -vvv moo, aptitude -vvvv moo, aptitude -vvvvv moo, e aptitude -vvvvvv moo

Le opzioni sono veramente tante, se avete tempo, vi consiglio di leggere la colossale guida Debian. Insomma come avrete certamente capito: questo APT ha i Poteri della Super Mucca.

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