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PulseAudio, il server audio del futuro

Una delle novità più significative di Ubuntu Hardy Heron è stata l’inclusione di PulseAudio come server sonoro. PulseAudio, precedentemente conosciuto come Polypaudio, è simile ad ESD, a cui va a sostituirsi, ma è molto più evoluto e consente una miriade di operazioni in più. Le caratteristiche più interessanti di questo prodotto sono:
• la possibilità di mixare più stream audio, bypassando le restrizioni hardware
• la trasparenza rispetto alla rete, cioè la possibilità delle applicazioni di riprodurre o registrare l’audio su una macchina diversa rispetto a quella su cui sta girando.
• un livello di astrazione hardware che gli permette di gestire i flussi di dati in entrata e in uscita da più applicazioni, senza che nessuna prenda il controllo, da sola, dell’input o dell’output della scheda.
• la possibilità di gestire in maniera indipendente il volume delle applicazioni
• il “conditional dynamic volume adjustment”, grazie al quale può abbassare automaticamente il volume del Player musicale quando ad esempio arriva una chiamata VoIP
• la funzionalità di hotpluggin intelligente, che permette al sistema di dirottare gli stream audio di un programma quando inseriamo o togliamo periferiche esterne come le cuffie

Ubuntu Studio 8.04. Ecco le novità della nuova versione

Come accennavo nell’articolo su Mythbuntu, l’uscita di Ubuntu Hardy Heron, ha un po messo in ombra le nuove versioni delle distro che ne seguono il circolo di rilascio semestrale. Oggi voglio parlarvi di Ubuntu Studio 8.04, una ottima distribuzione per la produzione multimediale. A differenza di Kubuntu, Ubuntu Studio 8.04 è una versione LTS (con supporto a lungo termine). Le principali novità di questo rilascio sono: Gnome 2.22.1, X.Org 7.3, ALSA 1.0.16, Firefox 3 beta 5, l’introduzione di Pulse Audio, il supporto a Wubi, la sostituzione di Serpentine con Brasero e tanto altro. Per quanto riguarda l’audio, non ci sono grandi cambiamenti, sono state solo inserite le versioni più recenti dei principali software: Ardour v2.3.1, Jack v0.109.2, Qjackctl v0.3.2, Audacity v1.3.4b, Mixxx v1.6b2, Lashd v0.5.4, Rosegarden v1.6.1, Jack Rack v1.4.7. La sezione video è un po’ scarna perché include solo tre software: Kino v1.1.1, Stopmotion v0.6 e Open Movie Editor v0.0.2. Ubuntu Studio 8.04, è disponibile sia per architetture i386 che AMD64, l’ISO necessita di un DVD perché è di 1.1 Gigabyte.

Più di venti sintetizzatori storici in un solo programma: Bristol
Ultimamente, mi sto dedicando molto alla ricerca di programmi per fare musica su Linux. Dal conoscerne relativamente pochi, mi sono ritrovato, in poco tempo, a non avere il tempo di provare tutti quelli che installo. Prima di parlarne infatti, cerco di conoscerli a fondo, in tutte le loro opzioni. Oggi, però, vi voglio comunque parlare di un programma che mi è ancora semi-sconosciuto, ma che mi ha colpito a punto, che credo di non sbagliarmi nel dire che è veramente eccezionale. Mi riferisco a Bristol, un emulatore di sintetizzatori classici. Al di là delle qualità musicali, che non ho ancora valutato a fondo, Bristol sorprende, per la quantità di Synt emulati e per la fedeltà della riproduzione, a livello estetico. Dovete infatti sapere che installando questo software, avrete la possibilità di suonare più di venti modelli di sintetizzatore. Se siete interessati, potete scaricarlo da SourceForge, a questo indirizzo. Per installarlo dovete soddisfare queste dipendenze: libasound2, libasound2-dev, che in Ubuntu significa semplicemente:
apt-get install libasound2 libasound2-dev
JACK Timemachine: registriamo i nostri live set con un semplice clic
Jack: il centro nevralgico del nostro studio multimediale
Jack è un software veramente eccezionale, si tratta di un server audio, cosa che in se dice ben poco, ma svolge una funzione fondamentale nella creazione di musica con Linux. Questa piccola applicazione ci permette infatti di collegare tra di loro gli ingressi e le uscite, audio e midi, dei nostri macchinari, fisici e virtuali. Il modulo Alsa (Advanced Linux Sound Architecture), il componente del kernel Linux che ci permette di usare la nostra scheda audio, gestisce una sola entrata per volta, allora Jack si interpone tra i software musicali ed Alsa, consentendoci di suonare contemporaneamente con strumenti(via midi) e programmi musicali. Visto che ne abbiamo già parlato, potremmo ad esempio creare una base ritmica con Hydrogen e arricchirla con i suoni di un sintetizzatore, registrando il tutto con Ardour, che presenterò in seguito. Senza Jack, quest’operazione è letteralmente impossibile. Chi utilizza Ubuntu, lo può installare da synaptic, il pacchetto è jackd. Consiglio caldamente di insatllare anche qjackctl, che permette di gestire Jack tramite una comoda interfaccia grafica, almeno che non siate dei linuxiani accaniti e vogliate fare tutto via linea di comando. La gui è molto semplice, e sorprendentemente ridotta, in rapporto al ruolo che svolge. Il centro delle nostre operazioni sta nella sezione Connect, dalla quale potremo inserire i nostri jack immaginari.
Chi è abituato a Windows, si immagina che anche per Linux esista un software come Reason, che ci permette, da solo, di comporre i nostri brani musicali. Non è così, ma Jack ci permette di creare un mega studio di registrazione, nel quale software di vario tipo cooperano alla grande, con i nostri strumenti reali; e questo non è certo uno svantaggio. In Linux è tutto così, bisogna sudare un po’, ma si ottengono ottimi risultati.




